Le indagini della Squadra Mobile, avviate la scorsa estate, hanno consentito di far emergere a suo carico gravi indizi di colpevolezza in ordine ad alcuni fatti delittuosi avvenuti a Lucca, Siena e Udine, che hanno visto l’indagato sostituirsi con artifizi e raggiri a due diverse vittime ed utilizzare documentazione fiscale falsificata per ottenere a loro insaputa e per loro conto finanziamenti da parte di due finanziarie, pari al valore di altrettante autovetture, una Maserati Ghibli ed una Audi A3.
Dalle condotte delittuose il reo ha tratto un ingiusto profitto pari all’importo di oltre 90.000 euro in danno, oltre che degli ignari intestatari dei finanziamenti, di due società finanziarie e altrettante concessionarie

L’indagine prende avvio dopo che la Squadra Mobile di Lucca ha avuto notizia della presenza, nei pressi di un’agenzia pratiche auto, di un uomo ben noto per i suoi trascorsi quale soggetto che aveva posto in essere delle maxi truffe nel pisano, incassando gli anticipi per l’acquisto di decine di autovetture mai consegnate agli acquirenti.

I primi accertamenti portavano a constatare che, l’arrestato, aveva tentato di effettuare un passaggio di proprietà, a favore di due commercianti d’auto, di un’autovettura Maserati ghibli acquistata, qualche giorno prima, per importo pari a 69 mila euro, in una concessionaria di Udine e totalmente finanziata.

Nell’occasione, l’indagato, ha presentato all’agenzia, un documento d’identità, poi risultato contraffatto, riportante le generalità di un professore universitario della Toscana.

Dalla visione delle immagini di videosorveglianza, gli investigatori riconoscevano l’odierno arrestato noto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e nello specifico truffe il quale, indossando un parrucchino, aveva raggiunto la sede dell’agenzia a bordo della Maserati, per poi successivamente allontanarsi.

Successivi accertamenti hanno consentito di appurare che qualche giorno prima l’autovettura era stata acquistata e ritirata dall’indagato con una finta delega, presso una concessionaria di Udine mediante documentazione falsificata a nome dell’’ignara vittima. Il malcapitato ha confermato di aver conosciuto l’indagato nel 2016, in veste di commerciante di automobili, in occasione di un precedente regolare acquisto di una Volvo.

Nel corso delle indagini è emerso che il truffatore aveva venduto, quale addetto ad un autosalone di Siena, un’autovettura Audi A3 ad un cliente che, alla consegna, pagava l’intero importo dell’auto. L’arrestato, s’intascava l’importo ed attivava a nome dell’ignaro cliente, un finanziamento avendo cura di inserire anche il garante, anch’esso totalmente all’oscuro di tutto-

Acquisite entrambe le denunce, con le relative individuazioni fotografiche ed ulteriori riscontri anche documentali circa le condotte truffaldine poste in essere, veniva svolta una attività investigativa, anche con l’ausilio di presidi tecnologici, appurando che, l’arrestato continuava nei propositi criminosi ponendo in essere delle truffe con sostituzione di persona.

Per i fatti sopra illustrati il G.I.P presso il Tribunale di Lucca, su richiesta della Procura, ha emesso ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari per i reati attinenti le truffe e la sostituzione di persona.

A seguito di un mirato servizio di osservazione intrapreso già da mercoledì 2 u.s. il soggetto è stato rintracciato nella giornata di ieri da personale della Squadra Mobile di Lucca in provincia di Rimini, dove aveva pernottato presso un’abitazione privata. Anche in quella località l’indagato aveva messo a segno una truffa con il medesimo modus operandi, che gli aveva “fruttato” un I-phone 13 Pro, trovato nel corso della perquisizione e posto sotto sequestro, unitamente alla documentazione attraverso la quale aveva attivato il relativo finanziamento a nome della vittima di turno.
L’uomo è stato, al termine del disbrigo pratiche, sottoposto alla misura cautelari degli arresti domiciliari in provincia di Lucca.

AGGIORNAMENTO

Lo stesso soggetto arrestato ieri per truffa, stamattina è stato colpito da un altro ordine restrittivo per sfruttamento della prostituzione.

Dalle indagini è emerso, infatti, che l’uomo sfruttava la prostituzione di una giovane ragazza di anni 20 residente nel nord Italia, inserendo un annuncio su vari siti e proponendo la giovane ragazza per prestazione sessuali da sola oppure in “tre” ovvero anche con la partecipazione, solo attiva, dell’arrestato. Gli annunci, abbastanza particolari, indicano la coppia come “Zio e Nipote” che si proponevano per delle prestazioni sessuali ad un prezzo che, in gergo, indicavano nelle telefonate “di 500 rose” per una prestazione e “1.500 rose” per l’intera nottata.

Per i fatti sopra illustrati il G.I.P. presso il Tribunale di Roma, ultimo luogo dove è avvenuta l’ultima prestazione sessuale della ragazza, ha emesso analoga misura degli arresti domiciliari per il reato di sfruttamento/favoreggiamento della prostituzione ai danni della giovane ragazza.


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